I Fiori di Bach e la Legge dell’Ottava

I Fiori di Bach e la Legge dell’Ottava

Michele Proclamato

I Fiori di Bach e la Legge dell’Ottava

 

 

La vita del dott. Edward Bach

Siamo nella Londra del secolo scorso, qui vive il dottor Edward Bach, medico specializzato in batteriologia presso l’ University College Hospital di Londra.

A pochi mesi dalla scomparsa della sua giovane moglie, nel 1917 gli viene diagnosticata una forma tumorale alla milza. Viene operato, ma nonostante l’intervento la prognosi è grave: gli rimangono solo tre mesi di vita.

In questi tre mesi Bach decide di dedicare il suo tempo agli studi e alla ricerca: vuole trovare nel mondo naturale dei rimedi capaci di curare  dolcemente la persona nel suo insieme.

Essendo specializzato in batteriologia, studia la pletora di batteri intestinali, li classifica, li raggruppa in 7 ceppi dai quali deriveranno le preparazioni dei 7 nosodi di Bach, a cui deve la sua fama e l’apprezzamento da parte della  classe medica di quel periodo. (I nosodi sono diluzioni omeopatiche ottenute a partire da materiale patologico, come ad esempio  i batteri intestinali). Questi rimedi risulteranno efficaci nel trattamento di alcune malattie croniche, in quanto capaci di entrare in relazione con la personalità del paziente, convincendo ulteriormente il dottor Bach dell’influenza della psiche sulle condizioni di salute della persona.

Passano tre mesi, ma il dottor Bach non muore, anzi le sue condizioni migliorano. Decide quindi di continuare la sua ricerca, non ritenendosi soddisfatto del lavoro svolto fino a quel momento. Vuole trovare in natura dei rimedi curativi più puri dei batteri, motivo per cui inizia ad approfondire la sua conoscenza sui fiori, da lui considerati la massima espressione della forza vitale racchiusa in una pianta.

Per dedicarsi completamente a questi studi decide di lasciare la città, abbandona il suo lavoro, volta le spalle a fama e successo, trasferendosi nelle campagne del Galles dove sperimenta su se stesso i rimedi floreali che di volta in volta scoprirà.

Passano 19 anni dalla diagnosi nefasta e il 27 novembre del 1936, all’età di 50 anni, Edward Bach muore sereno nel sonno dopo aver portato a compimento il suo lavoro sui Fiori.

Forse non tutti sanno che…

Nella biografia del dott. Bach spesso passa inosservato un evento personale molto importante nel suo percorso di vita.

Nel novembre 1918, spinto da un forte senso di spiritualità olistica, decide di affiliarsi alla massoneria nella Loggia Madre d’Inghilterra di Londra, a Wallingford, dove viene iniziato come apprendista con la tessera n. 3846.

Da questo momento qualcosa cambia nella vita di Bach, tanto da decidere di stravolgere la sua esistenza per intraprendere il percorso segnato dai Fiori.

Pochi mesi prima della sua morte, in occasione del suo 50esimo compleanno, Bach terrà per la massoneria due discorsi pubblicati ne “Le conferenze di Wallingford”, che rappresentano un resoconto dei suoi studi sul sistema dei Fiori. Il primo discorso fu aperto al pubblico, mentre il secondo era indirizzato esclusivamente ai membri della Loggia Massonica di cui faceva parte.

Il pensiero di Bach

Secondo il dottor Bach le essenze floreali hanno proprietà curative, in quanto in esse è presente una forza vitale capace di riequilibrare le emozioni negative che sono alla base di ogni malattia. Queste proprietà vengono trasmesse all’acqua nella quale i fiori vengo immersi. L’acqua conserva la frequenza vibrazionale del fiore che a sua volta viene passata al paziente attraverso un principio di risonanza.

Bach vede nell’utilizzo dei Fiori un sistema con cui affrontare le tipologie emozionali che, se trascurate e perpetrate nel tempi, possono diventare l’origine degli stati patologici.

La malattia quindi non va affrontata materialmente curando il sintomo, ma va indagata dal punto di vista del paziente, per capire quali siano stati i fenomeni emozionali che sono diventati il suo male.

Questa visione della malattia e della cura del paziente è qualcosa di inconcepibile per l’Occidente del secolo scorso, mentre sappiamo che è una concezione presente in Oriente da millenni. La scelta intrapresa da Bach suscita aspre critiche da parte dei suoi colleghi, a cui lui risponde abbandonando la professione e cancellandosi dall’Ordine dei medici.

Il Sistema dei Fiori di Bach

Alla base del sistema dei Fiori di Bach c’è una struttura numerica specifica che cela un significato simbolico emozionale utilizzato nella terapia. Iniziamo a conoscere questi numeri.

In totale i fiori di Bach sono 38 +1 così suddivisi:

  • 12 Guaritori: sono i primi rimedi scoperti da Bach. Sono considerati i più importanti in quanto capaci di riequilibrare le patologie emozionali più gravi. Essi sono: Agrimony, Centaury, Chicory, Roch Rose, Gentian, Mimulus, Impatiens, Cerato, Scleranthus, Vervein, Water Violet, Clematis.
  • 7 Aiutanti: sono i fiori che Bach utilizza in aggiunta ai Guaritori quando questi risultano insufficienti a risolvere il problema. Essi sono: Rock Water, Wild Oat, Heather, Gorse, Olive, Oak, Vine.
  • 19 Assistenti: sono gli ultimi rimedi scoperti da Bach. Agiscono in modo più profondo nella psiche umana. Essi sono: Holly, Honeysuckle, HornBeam, White Chestnut, Sweet Chestnut, Red Chestnut, Beech, Chestnut Bud, Larch, Crab Apple, Cherry Plum, Walnut, Elm, Pine, Aspen, Wild Rose, Willow, Mustard, Star of Bethlehem.
  • 1 rimedio di emergenza: il Rescue Remedy, miscela di 5 fiori, da usare come terapia di attacco. Esso è composto da: Star of Bethlehem, Rock Rose, Impatiens, Cherry Plum, Clematis.

Questi 38 +1 rimedi servono a contrastare i 7 stati d’animo responsabili delle malattie:

  1. Ipersensibilità alle influenze e alle idee
  2. Incertezza
  3. Insufficiente interesse per il presente
  4. Scoraggiamento
  5. Eccessi
  6. Solitudine
  7. Paura

RIASSUMENDO:

I fiori di Bach
Guaritori 12
aiutanti 7
assistenti 19
tot. 38
I fiori di Bach
Guaritori + Aiutanti 19
Assistenti 19
Totale fiori 38
I numeri di Bach
38+1 Rimedi floreali
7 Stati d’animo
5 Miscela di Fiori del Rescue Remedy per la terapia d’attacco

Bach decise di intraprendere lo studio dei fiori perché fondamentalmente aveva capito QUAL E’ LA MATRICE DI QUESTA REALTA’.

Il viaggio nel tempo

Per comprendere cosa sia la matrice di questa realtà occorre fare un viaggio nel tempo che ci porterà ad esaminare innanzitutto la Lista sumerica dei Re, successivamente la Basilica di Collemaggio all’Aquila, il Fiore della Vita, lo Zodiaco di Dendera, i Sigilli di Giordano Bruno ed infine il simbolismo racchiuso nell’Ipercubo.

Attraverso l’analisi di questi elementi faremo un ragionamento inizialmente numerico, che poi si trasformerà in un percorso estremamente emozionale, utile a comprendere l’efficacia dei Fiori di Bach.

Tutto ciò ci consentirà di avere un’autocoscienza nei confronti della struttura curante dei Fiori di Bach : pochi sanno che il sistema dei Fiori di Bach si basa su questi criteri.

La Lista sumerica dei Re

La Lista sumerica dei Re è un antico testo di scrittura cuneiforme in lingua sumerica, che apparentemente elenca le varie dinastie dei re sumeri in Mesopotamia prima del diluvio universale

Un esemplare di questo testo è custodito al museo  Ashmoleano di Oxford nel Prisma di Blundell.

La Scienza moderna colloca l’evento del diluvio universale all’incirca 10-12 mila anni fa, ma i periodi regnanti indicati nella Lista sono talmente ampi da aver reso questo documento un reperto discutibile a livello di contenuti storici. Ad esempio il re Eridu Alulim avrebbe regnato per 28.800 anni, quello successivo 36.000 anni, quello dopo ancora 64.800.

In realtà ciò che rende prezioso questo documento è la matrice numerica in esso contenuta, la stessa che il dottor Bach ha utilizzato per creare il suo sistema di Fiori.

Vediamo nel dettaglio questi numeri:

Si parla di 8 periodi regnanti in 5 città della Mesopotamia prima del diluvio, per un totale di 241.200 anni di regno.

Per praticità togliamo da questa cifra gli zeri finali, in modo da considerare la seguente numerazione: da 241.200 à a 2.412 à alla coppia di numeri 24-12

Lista sumerica dei Re
totale anni di regno 241.200
totale anni di regno senza gli zeri 2412
coppia di numeri presa in considerazione 24-12

RIASSUMENDO:

Lista sumerica dei Re
8 i re
5 le città
241.200 tot. anni di regno

 

Lista sumerica dei Re
totale anni di regno 241.200
totale anni di regno senza gli zeri 2412
coppia di numeri presa in considerazione 24-12
Matrice numerica finale della Lista sumerica
8 i re
5 le città
24-12 coppia di numeri presa in considerazione dal totale degli anni di regno

Questa matrice numerica, presente in uno dei reperti più antichi della civiltà umana, verrà da noi studiata attraverso altre immagini simboliche, in modo da constatare come questo messaggio venga tramandato di Popolo in Popolo nel corso dei millenni. Attraverso una serie di passaggi logici vedremo come quelli che ci sembrano solo numeri diventeranno emozioni.

Queste emozioni sono alla base della Stigmate creante di questa realtà, condivisa non solo dall’uomo, ma anche da tutto ciò che è il Creato, incluso i Fiori. Nella metodologia creante troviamo una struttura emozionale portatrice di salubrità e perfezione che con il nostro operato noi non possiamo disturbare, ma che possiamo utilizzare a nostro beneficio, ad esempio attraverso l’assunzione dei Fiori di Bach nei quali questo schema rimane integro. Approfondiremo meglio questo aspetto nei prossimi capitoli.

Questa struttura emozionale si esprime attraverso un’unica legge, conosciuta nel mondo iniziatico con il nome di Legge dell’Ottava.

La Legge dell’Ottava afferma che tutto ciò che accade nel regno fisico avviene dopo 7 momenti + 1. Per esempio: i 7 colori della luce sommati insieme si trasformano in un ottavo colore, il bianco, che appare attraverso l’emissione solare.

La Legge dell’Ottava è applicabile a tutti gli ambiti dello scibile, non solo alla luce, ma anche al mondo dei Metalli, dei Gas, della Chimica, della Musica, dell’Architettura, della Pittura e anche dentro di noi, quando questi 7 colori diventano 7 virtù.

A tutte le latitudini è esistito un sapere iniziatico comune, basato su un’unica struttura conoscitiva che faceva dell’Ottava il nocciolo duro della sua essenza. Le applicazioni di questa legge sono innumerevole, diversificandosi di volta in vola a seconda dell’utilizzo che le varie Civiltà ne hanno fatto per curare, scolpire, dipingere, fare calcoli, etc.

La Basilica di Collemaggio (Aq)

Il nostro viaggio spazio temporale ora ci conduce nella Basilica di Collemaggio dell’Aquila, dove ritroveremo i numeri della Lista sumerica dei Re nel rosone della facciata centrale.

Questo luogo rappresenta il punto di partenza del mio percorso di studi, iniziato 12 anni fa con l’osservazione di alcuni elementi di questo edificio.

Analizziamo ora la figura del rosone centrale.

Nel centro del rosone c’è piccolo cerchio al cui interno è visibile un fiore a 8 petali. Questi 8 petali sarebbero la trasposizione degli 8 re della Lista sumerica.

Da questi 8 petali partono 12  braccia all’interno del secondo cerchio e 24 braccia nel terzo cerchio.                       24 braccia + altre 12 braccia rappresentano la coppia di numeri 24-12 che abbiamo estrapolato dalla sommatoria degli anni di regno dalla Lista sumerica, corrispondente ai 241.200 anni.

Nel rosone sono identificabili 5 zone definite, così come 5 sono le città della Lista sumerica dei Re:

  • Zona 1: cerchio centrale che delimita gli 8 petali
  • Zona 2: lo spazio delimitato dalle 12 braccia
  • Zona 3: area delimitata dai buchi presenti alla fine di ognuna delle 12 braccia
  • Zona 4: spazio delimitato dalle 24 braccia
  • Zona 5: area delimitata dai buchi presenti alla fine di ognuna delle 24 braccia

RIASSUMENDO:

Rosone di Collemaggio
8 petali del fiore centrale
5 le zone individuate nel rosone
24-12 le serie di braccia presenti nel rosone
Lista sumerica dei Re
8 i re
5 le città
24-12 coppia di numeri presa in considerazione dal totale degli anni di regno

Come mai nel rosone centrale di Collemaggio si trovano i numeri della Lista sumerica?

Perché chi ha costruito la Basilica nel 1300 era un iniziato che conosceva bene gli elementi costruttivi di un luogo sacro da un  punto di vista numerico, geometrico e cromatico. Questo personaggio era Celestino V, unico papa ad essere eletto proprio in questo luogo. Questa basilica rappresenta un sunto delle leggi presenti in natura, intese a loro volta come il modo con cui il divino appare e ci parla.

La sommatoria di queste leggi convergono in un’unica legge che è quella dell’Ottava, motivo per cui dagli 8 petali derivano tutti gli altri elementi.

Torniamo all’analisi del rosone.

Alla fine di ogni braccio ci sono due buchi a forma di mezzibusti. Siccome ci sono 2 mezzibusti per ogni braccio, a fronte di 12 braccia ci sono 24 mezzibusti e a fronte delle successive 24 braccia ci sono altri 48 mezzibusti.

RIASSUMENDO:

Rosone di Collemaggio: ulteriori elementi
36 numero totale di braccia (24+12)
72 Numero totale dei mezzibusti (48+24)
108 numero totale della somma degli elementi considerati in tabella (36+72)

La somma totale di questi elementi è 108 (36 braccia+ 72 mezzibusti). Ritroveremo questo numero in un altro contesto all’interno del quale daremo ulteriori informazioni sul suo significato.

Adesso vi invito ad entrare all’interno della basilica di Collemaggio nel giorno del solstizio di estate, quando l’immagine del rosone centrale si proietta con tutti i suoi contenuti numerici e cromatici in un punto preciso del pavimento: esattamente al centro del Labirinto che si trova tra navata e transetto.

I 6 cerchi che costituisco il Labirinto sono intimamente uniti tra loro, tanto da rappresentare tre 8, ovvero tre Ottave.

Nel linguaggio matematico 3 volte il numero 8 (ossia 3×8), dà come risultato 24.

Il 21 giugno di ogni anno la luce che penetra dal rosone centrale si proietta al centro dei sei cerchi che costituiscono il Labirinto, disegnando all’interno di esso un settimo cerchio.

Con questo settimo cerchio l’immagine che appare riproduce un simbolo molto antico: quello del Settenario, più conosciuto con il nome di Fiore della Vita.

Il Fiore della Vita è costituito da 7 cerchi sovrapposti: 2 cerchi risultano tangenti seguendo l’asse verticale formando il primo 8, altri 2 cerchi sono tangenti seguendo l’asse diagonale a formare il secondo 8, altri 2 cerchi sono tangenti seguendo la diagonale opposta (a formare il terzo 8), mentre al centro si posiziona l’ultimo dei 7 cerchi. Usando altri termini possiamo dire che il Fiore della Vita è composto da 3 Ottave con al centro un cerchio. Quando quei cerchi si uniscono tra loro, nel cerchio centrale si crea una struttura floreale che rappresenta un archetipo creante.

Anche la chimica moderna utilizza una struttura simile per descrivere l’atomo: in passato l’immagine adoperata era quella di un piccolo sistema solare, mentre oggi si preferisce  una struttura di petali gassosi,  come quelli del Fiore della Vita.

Per il momento lasciamo l’Aquila e portiamo questa informazione simbolica nell’antico Egitto.

Lo Zodiaco di Dendera

Lo Zodiaco di Dendera, il cui reperto originale si trova al museo del Louvre, è un simbolo molto importante nel mondo massonico, in quanto la sua immagine è presente in tutti i templi, posta dietro al Gran Maestro.

Questa immagine rappresenta ciò che gli antichi Egizi hanno voluto tramandare ai posteri in merito alle loro conoscenze acquisite dall’osservazione dei cieli.

Analizziamo la figura.

In questo dipinto sono state tracciate 8 direzioni in corrispondenza di  12 Esseri, che reggono con le loro 24 braccia un cerchio. Queste 8 direzioni corrispondono agli 8 re della Lista sumerica e agli 8 petali del rosone di Collemaggio.

Le 24 braccia dei 12 Esseri rappresentano la coppia di numeri 24-12 che abbiamo estrapolato dalla sommatoria degli anni di regno dalla Lista sumerica, corrispondente ai 241.200 anni. A Collemaggio la coppia di numeri 24-12  corrisponde alla serie di 24-12 braccia che costituiscono il rosone centrale .

Inoltre le 24 braccia dei 12 Esseri dello Zodiaco di Dendera corrispondono al numero 24 celato nel Labirinto di  Collemaggio, che ricordiamo essere costituito da 6 cerchi che formano tre Ottave (888). Ricordiamo che nel linguaggio matematico 3 volte otto dà come risultato 24.

Abbiamo visto che durante il solstizio d’estate nel Labirinto della Basilica si proietta un settimo cerchio che parte dal rosone centrale. Nello Zodiaco di Dendera questo settimo cerchio è descritto dai 72 corpi celesti presenti nel disegno. A Collemaggio il numero 72 è presente come somma totale dei mezzibusti.

I 72 corpi celesti (che raffigurano stelle, pianeti, costellazioni etc.) sono disposti in modo tale da disegnare 5 cerchi concentrici che convergono verso un punto centrale. Nella Lista sumerica il numero 5 rappresenta le città, mentre nel rosone di Collemaggio il numero 5 indica le zone attraverso cui la struttura si sviluppa.

Se nello Zodiaco di Dendera sommiamo tutti gli elementi presenti (12 esseri+24 braccia+ 72 corpi celesti) otterremo il risultato di 108, così come avevamo visto essere 108 gli elementi presenti nel rosone di Collemaggio (12 braccia+24 braccia+72 mezzibusti=108).

“108 sono i passi del dio Shiva per creare il cielo e la terra.”

Questo numero rappresenta un evento creante non solo per il mondo Indù, ma per tutti i mondi spirituali, incluso quello iniziatico a cui apparteneva Bach.

Abbiamo dimostrato che anche lo Zodiaco di Dendera contiene gli elementi del Settenario della Basilica di Collemaggio, oltre a riproporre gli stessi numeri della Lista sumerica.

Ricordiamo che la conoscenza dell’Ottava è un sapere condiviso dalle diverse civiltà della terra. E’ il suo utilizzo che cambia!

RIASSUMENDO:

Zodiaco di Dendera Rosone di Collemaggio Lista sumera dei Re
8 le direzioni 8 petali del fiore centrale 8 i re
5 gli ordini dei corpi celesti 5 le zone individuate nel rosone 5 le città
Serie
24-12
le 24 braccia dei 12 esseri Serie
24-12
le serie di braccia presenti nel rosone Serie
24-12
coppia di numeri presa in considerazione dal totale degli anni di regno
Zodiaco di Dendera Rosone di Collemaggio
12 Esseri del cerchio esterno 12 prima serie di braccia
24 braccia degli esseri 24 Seconda serie di Braccia. Inoltre questo numero è celato all’interno del Labirinto formato da 3 Ottave (ossia 3×8=24)
72 corpi celesti 72 Numero totale dei mezzibusti (48+24) del rosone. Rappresenta il contenuto del settimo cerchio che si proietta sul labirinto il 21 giugno.
108 Somma totale degli elementi dello zodiaco 108 Somma totale degli elementi del rosone

Tornando all’analisi dello Zodiaco di Dendera, se valutiamo il rapporto tra gli elementi fuori e dentro al cerchio possiamo fare un’altra riflessione. Il rapporto è 2:1. I 72 elementi racchiusi nel cerchio interno dello Zodiaco sono esattamente il doppio degli elementi presenti all’esterno del cerchio (72:2=36= 24 braccia + 12 Esseri). Questo significa che ciò che sta all’interno del cerchio è frutto di ciò che si trova fuori. A fronte di 36 parti esterne, ce ne sono 72 all’interno.

Nel mondo dell’Ottava, come nel mondo della Musica, quando si raddoppiano le vibrazioni si fa un “salto di ottava”. Significa quindi che tra l’esterno e l’interno dello Zodiaco di Dendera vi è un salto, un cambiamento.

Utilizzando un’immagine romantica, i 12 Esseri di Dendera rappresentano Entità maschili e femminili.  Quando questi fanno l’amore creano il cerchio interno dentro al quale si genera la materia.

Le figure all’interno del cerchio si muovono, sembra che camminino verso sinistra per arrivare al centro della figura nella quale è visibile una specie di “coscia”, che per gli antichi Egizi rappresentava la costellazione dell’Orsa Maggiore, utilizzata ancora oggi come punto di riferimento per trovare la stella Polare.

Questi soggetti per camminare hanno bisogno di uno spazio, che risulta ben visibile tra gli elementi all’interno del cerchio. Per esercitare il movimento, oltre allo Spazio è necessario anche il Tempo. Spazio, Movimento e Tempo sono i presupposti necessari per l’esistenza della materia, quindi all’interno del cerchio è contemplata anche la caducità della vita stessa, in un ambito dimensionale che è uguale al nostro.

All’esterno del cerchio i 12 Esseri hanno le mani che si toccano, essi sono stabili e immobili. Essi quindi non hanno bisogno né dello Spazio né del tempo, in quanto non effettuano alcun Movimento. Essi descrivono una condizione opposta a quello che troviamo all’interno del cerchio. Non Tempo, non Spazio, non Movimento, non Caducità. Tutto ciò rappresenta il mondo archetipale, ovvero “il Campo” dal quale la nostra realtà dipende.

Gli Egizi a distanza di millenni ci parlano di molteplici dimensioni, della relazione esistente tra di esse e delle diverse condizioni che le caratterizzano.

Bach e lo Zodiaco di Dendera

Osserviamo ora le 8 direzioni. Le diagonali terminano a livello delle teste delle donne. La verticale termina a livello delle teste degli esseri maschili. La linea orizzontale collega altri 4 esseri maschili.

Schematizzando possiamo affermare che:

  • Le diagonali terminano in corrispondenza di 4 donne
  • La verticale è in corrispondenza di 4 uomini
  • La linea orizzontale è in corrispondenza di altri 4 uomini
  • Il numero 4 è stato ripetuto 3 volte.

In natura questo archetipo numerico è rappresentato dalla ciclicità delle stagioni: 4 sono le stagioni che durano 3 mesi ciascuna per un totale di 12 mesi (4X3=12). Sommando 4+3 otteniamo 7.  Anche il numero 7 descrive questa legge di natura, in quanto si cela nei 12 mesi dell’anno attraverso le sue 4 stagioni che durano 3 mesi ciascuna.

Quindi nello Zodiaco di Dendera i 12 Esseri celano il numero 7, composto da 4+3.

Procediamo nel ragionamento sommando ai 12 Esseri il numero 7. Otteniamo 19.

I fiori di Bach
12 Guaritori + 7 Aiutanti 19
Assistenti 19
Totale fiori 38

Per il dottor Bach il 19 è un numero fondamentale nel suo schema, tanto da essere ripetuto ben due volte:

I fiori di Bach
12 Guaritori + 7 Aiutanti 19
Assistenti 19
Totale fiori 38

Ricordiamo che Il dottor Bach dopo aver individuato i 12 fiori guaritori e i 7 aiutanti (per un totale di 19 rimedi) raddoppia questa sua impostazione aggiungendo altri 19 fiori.

Sullo Zodiaco di Dendera questo raddoppio significa passare dei 12 Esseri (che celano una volta il 7) alle 24 braccia (dove il 7 viene celato due volte essendo 24 il doppio di 12).

Quindi il dottor Bach utilizza i numeri che sottendono la struttura archetipale dello Zodiaco di Dendera, che a sua volta è matrice di questa realtà dimensionale.

Anche il numero totale dei fiori di Bach non è casuale: 38+1.  Come abbiamo visto in precedenza questa sequenza di numeri indica il Settenario.  Ricordiamo che il Settenario è composto da 3 Ottave + un cerchio centrale (vedi Pag. 9). I 38 fiori di Bach rappresentano le Tre Ottave (3×8=24), che sullo Zodiaco di Dendera corrispondono alle 24 braccia dei 12 Esseri che delimitano il cerchio interno. Il rimedio aggiuntivo Rescue Remedy in questa analogia rappresenta il settimo cerchio del Settenario, che nello Zodiaco di Dendera corrisponde all’area occupata dai 72 corpi celesti.

RIASSUMENDO:

Il Settenario
3 Ottave 7° cerchio
Zodiaco di Dendera 12 Esseri con 24 Braccia Spazio delimitato dai 72 corpi celesti
Collemaggio 6 cerchi del labirinto che formano tre 8 proiezione del rosone centrale al solstizio di estate
Fiori di Bach 38 rimedi floreali Rescue Remedy

Quindi anche lo schema numerico dei Fiori di Bach ripropone la matrice del Settenario e la Legge dell’Ottava.

Procediamo adesso con il nostro viaggio nel tempo lasciando l’antico Egitto e tornando in Italia, nella Roma del 1600, ai tempi di Giordano Bruno.

Giordano Bruno e il Settenario

Questa immagine fa riferimento a uno dei sigilli di Giordano Bruno. Prima di essere imprigionato Giordano riesce ad incidere il suo sapere in un numero ben preciso di sigilli. Il sigillo riprodotto nell’immagine si chiama Venere o Amore e rappresenta un’altra espressione del Settenario. Esso infatti raffigura 6 cerchi perimetrali + un settimo cerchio centrale. Tra tutti i sigilli incisi (che sono circa 100), solo a quattro di essi Giordano Bruno dà un nome, proprio a sottolineare la loro importanza rispetto agli altri.

Tutto il mondo iniziatico è convinto che questa realtà sia figlia di 8 Dimensioni, governate da leggi che presuppongono condizioni opposte alla nostra realtà: se qui c’è il Tempo lì esiste il non Tempo, se qui c’è lo Spazio lì esiste il non Spazio etc. Abbiamo descritto questo concetto parlando dello Zodiaco di Dendera.

Il sigillo di Venere o Amore esprime questi concetti attraverso la sue geometrie. Per Giordano Bruno i 7 cerchi sono le Dimensioni (ritroviamo le tre Ottave con il cerchio centrale), le lettere sono le iniziali delle Divinità (ad esempio A è l’iniziale di Apollo, B quella di Bacco, D come Demetra etc.) e le linee intersecanti sono le emozioni\virtù degli Dei.  Approfondiremo di concetto di emozione nei prossimi paragrafi.

L’insieme di queste  dimensioni (ovvero i 6 cerchi esterni + 1 centrale) convergono verso il centro del settimo cerchio, all’interno del quale si iscrivono i 5 solidi platonici che rappresentano le 5 forme attraverso cui la Natura si esprime. Ricordiamo che il lato di ogni solido è una emozione associata ad una determinata Divinità. L’insieme di tutte queste emozioni geometrizzate descrivono l’atto d’Amore con cui il Divino crea.

Di seguito le immagini dei 5 solidi platonici:

Secondo questa interpretazione le Tre Ottave (ovvero i 6 cerchi) per Amore creano questa dimensione (il settimo cerchio) nel quale poi si sviluppa la realtà con le proprie forme (l’ottava dimensione).

Ogni dimensione rappresenta un “salto di ottava” e la materia è il risultato dell’ultimo di questi salti.

Continuiamo con l’analisi del sigillo.

Prendiamo in considerazione i punti in corrispondenza di queste lettere A; O ;N; S: unendo i punti tra di loro potremo vedere l’immagine di un rombo. Facciamo la stessa operazione per le lettere A; O; P; Q e per le lettere A;Q;R;S.

La figura finale che si delinea è un cubo che all’interno mostra altri cubi.

La Scienza odierna definisce Ipercubo un cubo che contiene al suo interno altri cubi. L’ipercubo è la figura geometrica che si utilizza per esprimere il concetto di pluridimensionalità.

Così come lo Zodiaco di Dendera, anche il Settenario del sigillo di Giordano Bruno ci parla di pluridimensionalità.

Dovremmo immaginare il Settenario come qualcosa che vibra, fatto di salti di ottave, che crea una conformazione statica e stabile descritta da queste geometrie, la stessa che ritroviamo in natura.

Dio, che è fatto di quelle dimensioni, prova emozioni che sono di forma geometrica e che appaiono nel mondo naturale rispettando le sue forme geometriche.

L’immagine che segue descrive le forme dimensionali che l’Ipercubo assume nello spazio.

Fig. 1: fasi della costruzione di un Ipercubo nella quarta dimensione a partire da un punto.

Fig. 2: modello tridimensionale dell’Ipercubo.

Fig. 3: rappresentazione tridimensionale implosa dell’Ipercubo.

Fig. 4: rappresentazione bidimensionale dell’Ipercubo (ombra di un cubo dentro un altro cubo – cubo di Hinton).

Fig. 5: Sezione ipercubica ortoassiale.

Fig. 6: rappresentazione dell’Ipercubo secondo il grafico delle proiezioni ortogonali di Petrie

Fig. 7: sviluppo dell’Ipercubo nello spazio tridimensionale dimensionale (8 cubi).

Il Colore dell’Amore

In Oriente l’Amore viene identificato a livello del cuore, in corrispondenza del quarto chakra, a cui è associato il colore verde. L’Amore quindi per gli Orientali è verde, ma in realtà anche nella nostra cultura c’è una corrispondenza con questo colore. Vediamo in che modo.

Nel mondo iniziatico i colori presenti in natura corrispondono a specifiche virtù\emozioni del Divino. Tutti i percorsi spirituali da millenni prevedono pratiche di determinate virtù per elevarsi ad una condizione più prossima al Divino. Queste virtù hanno dei colori che il mondo cristiano le conosce bene usandole e abbinandole alle Virtù Cardinali e Teologali. Ad esempio il verde è associato alla virtù teologale della Carità (che in origine era Amore). Da millenni il verde è associato al colore della Natura (e quindi alle piante), che raggiunge il suo massimo splendore in primavera, come testimonianza di un atto di amore da parte di una Entità che ritorna dopo il lungo riposo dell’inverno.

A questo colore verde occorre aggiungere il bianco della fioritura, che di per sè rappresenta l’atto di Fede con cui la natura ritorna a vivere.

Il rosso, associato alla  Speranza, è il colore attraverso cui la natura si fortifica e matura.

Questi sono i tre colori delle virtù teologali: bianco per la Fede, rosso per la Speranza e verde per la Carità o (Amore).

Dopo queste riflessioni possiamo considerare il sigillo di Venere o Amore come il simbolo del Settenario con il quale Giordano Bruno descrive l’atto creante del divino attraverso la virtù\emozione dell’ Amore che è di colore verde.

Le virtù\emozioni sono le frequenze attraverso le quali noi manifestiamo delle qualità che ci consentono di attuare cambiamenti comportamentali nella nostra vita.

Il dottor Bach ha trasformato le 3 Ottave in una struttura floreale capace di curare i 7 stati d’animo negativi (quelli che possiamo considerare “i 7 vizi” dell’animo causa delle malattie) affinché essi stessi riequilibrandosi attraverso i 38 rimedi possano diventare virtù, che a loro volta ci consentiranno di superare le problematiche che ci impediscono di crescere ed evolverci.

Per il mondo iniziatico che si esprime attraverso il simbolo, è normale considerare le piante e il mondo floreale come una metodologia attraverso cui il divino ci parla, ci  aiuta e ci cura. Le piante infatti conservano intatto lo schema geometrico con cui il divino opera, poiché la forma geometrica di ogni esemplare segue gli stessi assi attraverso cui i solidi platonici si  sviluppano. Ogni fiore quindi racchiude in sè il Settenario, che a sua volta presenta geometrie cubiche costituite da linee che sono emozioni\virtù.

La malattia non è solo mancanza di armonia, ma è soprattutto mancanza di geometrizzazione. Quando dentro di noi le emozioni smettono di essere geometricamente stabili creano difformità tali da diventare malattia. I rimedi floreali servono a ristrutturarci riportandoci allo schema originario. L’Amore divino ha la capacità di trasmettere le sue virtù\emozioni attraverso profili geometrici definiti. Questo significa che le tre Ottave per amore creano questa realtà e se noi curiamo gli stati patologici con elementi del mondo naturale che contengono queste virtù\forme geometriche, noi possiamo aiutare le persone riconducendole alla matrice di questa realtà, che è una matrice sana e perfetta.

“Venere o Amore” e i Fiori di Bach

Proviamo a fare un parallelismo tra il sigillo di Giordano Bruno e la struttura numerica del sistema dei Fiori di Bach.

Nel sigillo di Venere o Amore ci sono 7 cerchi. Per Bach ci sono i 7 stati d’animo negativi alla base delle malattie.

Il sigillo di Venere o Amore descrive il Settenario (tre Ottave composte da 6 cerchi+ il settimo cerchio centrale). Bach utilizza il Settenario contrapponendo agli stati patologici 38 rimedi (3 volte Otto= Tre Ottave) più 1 rimedio aggiuntivo (il rescue Remedy che rappresenta il settimo cerchio).

Nel settimo cerchio centrale di Venere o Amore ci sono i 5 solidi platonici attraverso i quali la realtà appare. Bach crea una miscela floreale composta da 5 essenze come terapia di attacco alla malattia.

Questa è la sintesi numerica e simbolica che sottende l’operatività curante del sistema dei Fiori di Bach e che riproduce la matrice creante di questa realtà, che porta dentro di sé il principio della salubrità e della perfezione.

RIASSUMENDO:

I numeri di Bach
38+1 Rimedi floreali
7 Stati d’animo
5 Miscela di Fiori del Rescue Remedy per la terapia d’attacco
Confronto
Sistema dei Fiori di Bach Venere o Amore
Settenario rappresentato da 38 rimedi floreali + 1 di emergenza Settenario composto da 6 cerchi che descrivono tre 8 + 1 centrale
7 sono gli stati d’animo che causano le malattie 7 sono in totale i cerchi che compongo il sigillo
5 sono i Fiori che compongo la miscela del Rescue Remedy 5 sono i solidi platonici che si iscrivono nel settimo cerchio

Considerazioni finali

Bach aveva fatto un grandioso percorso simbolico che gli ha consentito di capire questa matrice numerica.

Lo studio dei fiori di Bach descrive il percorso evolutivo vissuto da Bach, attraverso cui lui ha cercato di rimediare agli errori commessi durante la sua vita. Bach infatti tradì la sua prima moglie concependo un figlio  da un’altra donna, che successivamente sposerà in seconde nozze. Dopo poco tempo la sua prima moglie morì e il dottor Bach si ammalò di tumore, lacerato dai sensi di colpa. Bach cercò di redimersi trasformando questo senso di colpa nel desiderio di scoprire dei rimedi che potessero essere d’aiuto ad altre persone. Il suo è stato un percorso di morte, rinascita e assunzione tale per cui lui muore con il cancro, rinasce con l’amore e assurge attraverso un atto creante che è una nuova medicina. Questi sono i 3 momenti fondamentali che caratterizzano il mondo della Natura che muore, rinasce e ascende attraverso la ciclicità delle sue stagioni.

Il mondo iniziatico, che spesso viene confuso quello esoterico, conosce intimamente le leggi che governano sia questa realtà, sia le dimensioni da cui questa realtà dipende.

Se non si entra in questa ottica non si potrà mai capire fino in fondo perché il Mondo Sottile dovrebbe avere effetto su quello reale, quando sostanzialmente è il Mondo Sottile ad essere responsabile di quello materiale.

Michele Proclamato

Un grazie speciale alla cara Emilia

There are 2 comments
  1. Bergamini Fabrizio

    complimenti per il lavoro svolto

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