EIGHT-CHING

EIGHT-CHING

Premessa

Ormai mi conosco, quando tergiverso e cerco di perdere tempo in tutti i modi, la motivazione è una sola: non ho voglia di scrivere, o meglio, non ho voglia di descrivere quali sono stati i passaggi attraverso i quali sono giunto a determinate conclusioni.
Nel caso dell’I’CHING poi, ho superato me stesso: sono alcuni anni che ci penso e non riesco a decidermi. Ora però non posso più attendere e devo farlo, anche se vorrei passare subito alle conclusioni, a quelle conclusioni che mi hanno tanto appassionato e stupito, ma, chiaramente, metterei il lettore nella spiacevole condizione di non capire, quindi, conscio di tutto ciò, partirò dall’inizio, per poter offrire i miei studi a coloro che ancora non possono rendersi conto di come, su questo pianeta, un unico sapere dettò l’inizio di qualsiasi tradizione conoscitiva e di ogni civiltà.
Ho anche fatto una promessa, che intendo mantenere da questo scritto in poi, per la quale la mia “vis polemica” lascerà il posto ad un sano, auspico accurato e sintetico resoconto conoscitivo di ciò che, spero a breve, possa (ri-)diventare ufficialmente: SCIENZA.
Quindi che fare, se non il mio lavoro, quello del simbolista, consegnandomi, tanto per cominciare, ad una saggia massima di un uomo di Dio:
”E’ il numero, limpido principio fisico, metafisico e razionale” (Giordano Bruno)
e subito mettere in chiaro alcuni punti.

Io Affermo

Io affermo e credo di poter dimostrare, che, da millenni, sulla Terra esiste una codifica creativa numericamente analogica, in grado di poter supportare qualsiasi tipo di applicazione conoscitiva umana dai tempi più antichi ad oggi.
Io affermo che tale codifica è il frutto di una scienza spirituale – dalla paternità sconosciuta – che, in tempi e modi oggi a noi ignoti, è stata in grado di pianificare una Teoria del Tutto dalle caratteristiche dimensionali.
Io affermo che il sapere in questione dovrebbe definirsi: “Sapere dell’OTTAVA” e sono convinto che l’ I’Ching, ancorché essere una delle sue più raffinate applicazioni, sia comunque una delle tante.
Aggiungo inoltre, che il cuore e la base del sapere dell’OTTAVA è parzialmente il numero, o perlomeno una sequenza numerica (solo in parte lineare), in quanto proprio il numero, in questo caso, è una porta aperta verso l’analogico, l’intuito, l’emozione, l’immaginazione ed il simbolo.
Di conseguenza, qualcuno, è stato capace di creare una scienza emozionale in grado, nel caso specifico dell’ I’Ching, di prevedere non il futuro numerico, bensì quello emozionale, posto alla base delle scelte e dei comportamenti umani.
Spero inoltre, con ogni cellula del mio corpo, che l’uomo smetta di essere presuntuosamente aggrappato ad un futuro che mostra segni di cedimento – a volte piuttosto inquietanti – e per un attimo, si volga al passato, poiché, per quanto difficile da accettare, lì si cela una risposta che ormai è necessaria a qualsiasi tipo di progresso vero, un progresso consapevole di dover convivere con un Universo solo ed esclusivamente… VIVO.

A questo punto, dopo aver messo in chiaro alcune delle mie convinzioni, vorrei condividere con voi le motivazioni che a tali asserzioni mi hanno condotto.

Legittimamente inizierò dal simbolo, poiché esso è garante, anche numerico, di un viaggio che non conosce tempo, ma solo perfezione e verità archetipica e non mi soffermerò su date, nomi e luoghi storici riguardanti l’I’Ching, dandoli per acquisiti.
La mia esposizione riguarderà, quindi, solo ed esclusivamente la matrice conoscitiva dalla quale nasce tale sapere divinatorio e, soprattutto, la motivazione per la quale, con ragione, sia in grado di prevedere il futuro comportamentale dell’uomo.

Quando la Scienza leggeva il Futuro

Sto imparando, col tempo, ad essere quel che sono: normalmente l’intuito è ciò che mi svela, mentre la logica che ne segue rappresenta la spiegazione al mio sentire, di conseguenza, vorrei mostravi cosa sono capaci di fare questi atteggiamenti mentali, quando sono uniti.
Permettetemi perciò di aiutarvi a “vedere“ la simbologia millenaria in questione affinché si possa, da essa, non arrivare, ma partire per un viaggio che può richiedere, a volte, una vita intera.
Osserviamo l’immagine di cui sopra: al centro troviamo il simbolo millenario che riassume il concetto di Yin e Yang, bi-cromaticamente rappresentato dalle due “spirali”, una bianca e l’altra nera e due piccole sfere, cromaticamente opposte, presenti al centro dei due “concetti” basilari per il Taoismo.
Segue poi, a tale simbologia, la serie di OTTO trigrammi, disposti secondo una forma Ottagonale.
Evitando di dilungarmi sulla geometria ottagonale, preferirei ora applicare la summa di Giordano Bruno sopracitata, per dimostrare come il numero sia veramente capace di aprire porte inutilmente tenute chiuse dalla logica umana.
Osservando i 24 trigrammi, notiamo che sono costituiti da 24 linee spezzate e 12 unite.
A questo punto, nonostante si stia parlando di un’applicazione del sapere cinese di almeno 5000 anni fa, non posso fare altro che ricorrere ad un reperto molto più antico, – che ho citato spesso e del quale non posso fare a meno neanche questa volta – per meglio capire la matrice conoscitiva dell’I’Ching.
Il reperto in questione è oggi conservato e dimenticato in una teca, presso l’Ashmoleam Museum di Oxford, frutto di una fortunata spedizione archeologica del secolo scorso, condotta nei pressi dell’attuale Bassora, in Iraq, ad opera del benemerito archeologo Weld Blundell. Il ritrovamento, conosciuto come: Prisma di Blundell, o Lista Sumera dei Re, in caratteri cuneiformi, così fa riferimento a tempi ….antidiluviani

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Lista Sumera dei Re

 

Dopo la discesa della regalità dai cieli, La regalità fu a Eridu,
In Eridu Alulim divenne re,
Egli regnò per 28800 anni.
Alalgar regnò per 36000 anni.
“Due” re;
Essi regnarono per 64800 anni.
Poi Eridu cadde
E la regalità fu spostata a Bad-Tibira Divenne re a Bad-Tibira Enmenluanna; Egli regnò per 43200 anni.
Enmengalanna regnò per 28800 anni. Dumuzi il pastore regnò per 36000 anni.
“Tre” re essi regnarono 108000 anni.
Bad-ti-bira cadde
E la regalità fu spostata a Larak.
A Larak, Ensipadzidanna regnò 28800 anni.
“Un” re ……. Egli regnò per 28800 anni.
Larak cadde
E la regalità fu spostata a Sippar.
A Sippar Enmeduranna divenne re
E governò per 21000 anni
Poi Sippar cadde
E la regalità fu spostata a Shuruppak. Ubaratutu divenne re, egli governò per 18600 anni
“Un” re …….. egli governò per 18600 anni.
In “Cinque” città “Otto” re,
essi regnarono per 241200 anni,
Poi il Diluvio “travolse tutto”.

Credo non sfugga, ad un’attenta lettura, che la struttura puramente simbolica appena esaminata nell’I’Ching, in questo caso sia stata trasformata in un sistema descrittivo numericamente analogico.
Abbiamo, infatti, le seguenti corrispondenze fra la Lista Sumera e l’I’Ching:

OTTO RE

241200 anni

FORMA OTTAGONALE

24-12 linee spezzate ed unite.

E’ inoltre estremamente importante, per capire i meccanismi numerici del lancio delle 3 monete dell’I’Ching, osservare come e dove regnano i RE. Si evince, infatti, che il primo gruppo di 5 Re regna in 2 Città (Eridu e Bad-Tibira) ed un secondo gruppo di 3 Re regna in 3 città (Larak, Sippar e Shuruppak).
Riprenderemo più avanti tali riferimenti.
Chiaramente, chi non conosce tale reperto si domanda (come hanno fatto gli esperti di tutto il mondo) cosa sono quegli immensi archi temporali culminati in una somma ben precisa. Ma vorrei attendere un attimo prima di parlarne, in quanto credo sia meglio dare, prima, altre spiegazioni, questa volta di tipo …Cimatico.

Cimatica senza Tempo

Suppongo abbiate già sentito parlare di una scienza semiufficiale che si chiama Cimatica.
Se così non fosse, vorrei brevemente ricordare che già Leonardo da Vinci era in grado di fare esperimenti – utilizzando materiali piuttosto artigianali – attraverso i quali si rese conto che il suono è capace di interagire con la materia, disponendola secondo conformazioni geometriche.
Ufficialmente e non, tali ricerche continuarono attraverso eminenti personalità, fino a culminare nel 1969, con una lunghissima serie di esperimenti condotti dal Prof. Hans Jenny.

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Fig. 1 – Goccia d’acqua

Questa volta, materiali adatti e tecnologia di un certo livello, sortirono risultati stupefacenti per i quali acqua, polveri speciali, sabbia, ecc. ecc. (Fig.1) manifestarono forme e geometrie presenti in natura. Ma l’eccezionalità, credo non risieda nell’aver individuato uno strettissimo

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Fig. 2 – I 5 Solidi Platonici

legame fra FORMA e SUONO, quanto nel fatto che, tali forme, essendo spesso geometriche, siano conosciute da millenni da tutte le civiltà più antiche della terra.
Esse furono chiamate dai greci: Solidi platonici (Fig.2).
Perché ho voluto fare questa precisazione di tipo “sonico”?
Per un motivo ben preciso collegato proprio agli OTTO periodi regnanti dei RE sumeri.
I solidi platonici sono 5, come 5 sono le città sumere, teatro dei millenari periodi di cui sopra.
Di conseguenza, a distanza di un arco di tempo per noi immenso, dovremmo trovarci di fronte – parlo della Lista – alla descrizione Cimatica di un atto creante, capace di concretizzarsi, attraverso geometrie ben precise, nella somma finale.
Va da sé che, poichè la somma in questione corrisponde alle 24 linee divise ed alle 12 unite, la struttura dell’I’Ching deve essere vista sotto tutta un’altra ottica temporale, geografica ed interpretativa e non solo. Per ricaduta, è possibile vedere ed intuire in quell’Ottuplice disposizione, la presenza di FREQUENZE – permettetemi il termine – ben precise, in grado di strutturarsi, sommandosi, in un computo che nasconde caratteristiche numeriche piuttosto interessanti.
La Somma sumera, infatti, rappresenta 1\3 e 2\3 di un ulteriore computo pari a 36 unità, tolti gli zeri, inoltre, è possibile vedere in essa una progressione dodecafonica, nonché binaria, appannaggio anche dei trigrammi cinesi.
Ma io sono dell’avviso che per meglio capire l’I’Ching, è necessario un ulteriore passaggio, che ha come teatro, un tempio millenario dell’Egitto: Dendera.

L’I-Zodiaco

Anche se potrebbe essere la spiegazione più eterogenea che mai abbiate letto, credo che sia assolutamente necessario utilizzare uno zodiaco del periodo tolemaico (dal progetto molto più antico), che in epoca di dominazione napoleonica faceva sfoggio di sé in una delle sale più importanti del tempio di Dendera (Fig.3). Il perché è presto detto: il numero, così come può essere principio, può essere  simbolo ed in questo caso, la simbologia usata dagli egizi per descrivere una
presunta visione astronomica di duemila anni fa, conserva moltissime informazioni in merito alla comprensione del meccanismo divinatorio cinese.

E’ sufficiente osservare la struttura dello Zodiaco, infatti, per notare nella parte esterna, la presenza di 12 Esseri, provenienti da OTTO direzioni, che, come immensi atlanti, sembrano non solo sorreggere, ma addirittura generare l’insieme dei corpi celesti animicamente raffigurati.
Ebbene, quegli Esseri, attraverso le loro 24 braccia avvolgono tutta la rappresentazione cosmica entro una sfera ben delineata. A questo punto possiamo notare che la summa Sumera, o i trigrammi divinanti, in questo caso fanno trapelare altre caratteristiche.

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Fig. 3 – Zodiaco di Dendera

La prima, la più palese, è la presenza frazionaria di tipo femminile fra i 12 Esseri, pari ad 1\3.
Perché sottolineo questo aspetto?
Per un motivo molto semplice: in questo caso ciò che i cinesi rappresentano come energia femminile, o Yin, gli egizi la raffigurano attraverso 4 donne, mentre lo yang, è appannaggio di 8 uomini, o Neter.
Tutto ciò ha una ricaduta di estrema importanza per capire la simbologia interna dell’I’Ching, il suo funzionamento divinatorio e la filosofia taoista posta alla base dello stesso.
Infatti, all’interno della somma 2412 – che definirei energetica – vi è e vi sarà sempre un parte femminile unita intimamente a quella maschile. Di conseguenza e correttamente, tale particolare co-presenza e compartecipazione di energia numerica Yin e Yang, in Cina, viene rappresentata dai due riferimenti sferici, di opposta colorazione, presenti nelle “spirali” all’interno della simbologia degli OTTO Trigrammi.
Le conseguenze di una simile coabitazione energetica sono alla base del sistema divinatorio di tipo analogico espresso dall’I’Ching. Lo vedremo però in seguito.
Ora desidero sottolineare che all’interno di tale visione globulare sono raggruppati esattamente 72 corpi celesti, suddivisi a loro volta in un gruppo composito di 48 unità ed un secondo formato da 24 corpi celesti.
Abbiamo, quindi, una perfetta corrispondenza binaria fra l’esterno e l’interno del famoso Zodiaco. Numericamente, infatti, alla somma Sumera pari a 24-12 unità che costituiscono gli esseri, segue qualcosa di più sostanziale e materico fatto di stelle e pianeti, riassunti attraverso 48-24 corpi celesti.
Ma, avendo fatto il parallelo e trasfuso il sistema numerico della Lista in quello dei 24 trigrammi, trasformando gli stessi in ESAGRAMMI, potremo usufruire di un ulteriore parallelismo denso di significati.
Sommando infatti ai 24-12 trigrammi altrettanti 24-12 trigrammi, avremo la stessa progressione egizia pari a 48-24 unità celesti. Un simile rapporto contiene particolari caratteristiche sulle quali credo sia utile soffermarsi.

L’invisibile Diventa Visibile

Per prima cosa è importante notare che la scienza osserva, attraverso i suoi telescopi, un numero infinitamente superiore ai 72 corpi celesti posti all’interno dello Zodiaco di Dendera, ma sarebbe sciocco pensare che gli astronomi egizi, vista la loro leggendaria perizia astronomica, non fossero in grado di vedere anche ad occhio nudo molte più stelle di quelle descritte.
Quindi, la loro è stata una scelta numerica ben ponderata, ma ciò che divide nettamente la nostra scienza dalla loro è il fatto che “noi”, oggi, fuori o intorno alla nostra galassia, non vediamo assolutamente quei 24-12 esseri maschili e femminili, le cui dimensioni, per gli egizi, sono nettamente superiori alle stelle ed alle costellazioni stesse.

Ma allora: cosa sapevano i Sumeri, i Cinesi o gli Egizi più di noi?
Cosa li spingeva a porre al di fuori dalla “realtà”, una dimensione “altra”, numericamente ed animicamente invisibile per i nostri strumenti?

Questo è un passaggio essenziale, direi sostanziale, poiché, in questo caso specifico, possiamo capire uno dei motivi per cui i trigrammi diventano esagrammi per poter divinare.
Per motivarlo, vorrei spingervi a……. sommare le somme.

Abbiamo, infatti: nell’invisibile 36 unità di energia composita, mentre nel visibile 72 corpi celesti dalle caratteristiche maschili e femminili. E’ sufficiente moltiplicare tale somma, farla interagire, per ottenere la fisiologia siderale, riflessa da quella umana.
La scienza ufficiale riconosce all’asse terrestre una corsa pari a 25920 anni (Anno Platonico), frutto di un movimento assiale di 1°, dei 360 celesti, ogni 72 anni (Fig.4) e, sempre la stessa, si è resa conto di come la fisiologia cardiaca, nonché quella respiratoria e circolatoria, si basino su frazioni o multipli del numero 72.

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Fig. 4 – La precessione degli Equinozi e la fisiologia umana

Di conseguenza, pur limitandomi a questi pochi esempi, sembrerebbe che “qualcosa“, numericamente e non, compartecipi, non solo all’Ordine macroscopico celeste, ma anche a quello microscopico umano, definendone tempi, forme e strutture.
Se questo fosse vero, avremmo un’interfaccia dimensionale in grado di organizzare il presunto caos della nostra realtà ed e’esattamente questa connessione dalle caratteristiche musicalmente frattali, a noi per ora invisibile, alla base dell’I’Ching, e non solo.
Di conseguenza: utilizzare 6 esagrammi, vuol dire rapportarsi, non solo con il visibile che ancora deve definirsi sotto forma di scelte ed eventi, ma anche con l’invisibile, che determinerà le scelte stesse.
Un invisibile pari a 24-12 unità nel quale, specularrmente alla nostra realtà, non vi è spazio, tempo, materia, morte, ma solo la causa di tutto ciò, sotto il punto di vista energetico ed archetipico.
Alla luce di quanto sopra, credo sia possibile immaginare quante risposte assolutamente necessarie alla nostra scienza potrebbe darci un fenomeno divinatorio come quello cinese, se indagato con serietà.
A questo punto, spero vi sarete chiesti perché proprio 24 dovrebbero essere i trigrammi, ed io credo di poter dare un contributo in questo senso.

Le 3 Ottave del Sapere

Osserviamo nuovamente lo Zodiaco in questione, in un punto ben preciso, per un motivo altrettanto preciso. Vi è, infatti, nella descrizione simbolica suddetta (24-12) un luogo in cui smette di essere dimensionale, per concretizzarsi nella nostra realtà, è una sottile linea sferica sulla quale poggiano le 24 mani degli enormi Atlanti energetici.
Oltre quella linea appare la materia stellare, manifestandosi attraverso un apparente caotico miscuglio di esseri di tutti tipi.
Ora penso sia importante citare un’altra massima del grande Giordano Bruno che definiva le stelle ed i pianeti: ”ANIMALI”, in quanto dotati di anima, addirittura eticamente superiore a quella umana.
Ebbene, in questo momento creante, non solo appaiono le prime avvisaglie di ciò che la nostra scienza definisce: “caos”, ma, soprattutto, si consuma il vero evento che ormai da decenni tiene completamente soggiogata la Fisica, nei laboratori nucleari di tutto il mondo, nel tentativo di poter capire quale sia la vera matrice della materia.
Così come l’I’Ching pone in questo riferimento (24), il cuore numerico della sua capacità divinatoria, oggi, allo stesso modo, la Teoria delle Stringhe lo utilizza nella sua visione equazionale della nascita del mondo sensibile (Fig. 5).
Sarebbe giusto, a mio avviso, per dare ufficialità a chi si occupa seriamente di divinazione, diffondere la notizia per la quale i numeri alla base del sistema equazionale della teoria suddetta vengono definiti, dagli stessi fisici: “magici”.

Essi sono: l’8, il 12 ed il 24.

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Fig. 5 – Equazione modulare di Srinivasa Ramanujan

Spero che a nessuno venga in mente (come io ho fatto) di chiedere al massimo esponente della Teoria delle Stringhe, il Prof. Michio Kaku, perché questi numeri funzionano? Perchè riceverebbe in risposta un perfetto e molto English:
“NO COMMENT”,
come a me è successo.

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Fig. 5 – Equazione modulare di Srinivasa Ramanujan

Nuovamente, sarebbe il caso di indagare con serietà, perché, allo stesso modo, all’interno della basilica di Collemaggio all’Aquila, fra navata e transetto, un mistico rappresentante dell‘OTTAVA, come Papa Celestino V, circa Settecento anni fa, pose 6 cerchi intimamente uniti.
Se osservati con attenzione, essi trasformano la simbologia fisica delle 24 braccia, o mani egizie, in un semplicissimo riferimento numerico composto da TRE OTTO (Fig.6) e sono proprio le Tre Ottave l’ultimo momento invisibile
posto a monte della realtà.
Sostanzialmente, nei laboratori di fisica nucleare di tutto il mondo, si sta cercando di capire come, TRE VOLTE OTTO, o un 24, possa creare la materia.

Il problema è che lo si sta facendo dando per scontato che la materia …….sia morta, nonostante le avvisaglie quantistiche.
Ma proseguiamo con altri esempi che, forse, possono essere molto più incisivi delle parole.
Vorrei, quindi, ricordare un Grande, che pose sotto il suo “Uomo Vitruviano” la seguente scritta:

“Vetruvio architetto pone nella sua opera di architettura chelle misure dell’OMO sono dalla natura distribuite in questo modo. Cioè che 4 diti fa un palmo e 4 palmi fa un piè, 6 palmi fa un cubito 4 cubiti fa un passo e 24 palmi fa un OMO e queste misure sono ne’ sui edifizi.”

Così si esprimeva Leonardo da Vinci che ben sapeva che l’uomo è un frutto frattale del sistema creante dimensionale in questione eEd allo stesso modo si comportava Vitruvio, millecinquecento anni prima di lui, quando edificava attraverso misure …….divine.

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Fig. 7 – Ruota di medicina

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Fig. 8 – Puerta de Sol, Tiahuanaco

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Fig. 9 – Alfabeto “porcino”

Ecco perchè, ormai da tempo, ho smesso di stupirmi se nella Ruota di Medicina i nativi americani, usano 24.

pietre disposte secondo OTTO direzioni (Fig.7), per rivolgersi al loro Dio: Wakan tanka, dando un’ulteriore dimostrazione di come tale sistema-dimensionale abbia avuto infinite applicazioni.
Potrei continuare con i 24+24 esseri alati della Puerta del Sol (Fig.8), risalente a 10-12mila anni fa, o coccolarmi con le ruote mnemoniche di Giordano Bruno, che utilizzano 24 lettere (Fig.9).
Vi chiederete, quindi, il motivo per cui ho insistito nel voler “provare” come il riferimento (numerico) cinese sia stato essenziale anche in modi, luoghi e tempi diversi.
Semplicemente perché, viste la sue prerogative creative, se usato per “anticipare” le scelte umane come nel caso dell’I’Ching, potrebbe mettere a frutto le infinite possibilità di quella stessa struttura plasmante, posta dimensionalmente altrove e chiaramente avulsa dai nostri 3 vincoli temporali: presente, passato e futuro.
In sintesi, gli episodi umani condividono con la materia, la stessa energia creante, dimostrando un fatto essenziale: che tutto ciò che ci circonda, altro non è che il frutto numericamente emozionale di un pensiero, identificabile con una mente …..che non può essere che Divina.

Perciò la materia, come ben sapeva Giordano Bruno, è un frutto anche emotivo.
Gli eventi in divenire sono scelte emozionali che mantengono al loro interno la matrice ciclica della prevedibilità (Yin e Yang).
La stessa prevedibilità, capace di consentire periodicamente, a miliardi di corpi celesti, appartenenti ad una galassia come la nostra di allinearsi e permettere al Sole, ogni 2160 anni, all’Equinozio di primavera, di sorgere ponendo alla sue spalle una diversa costellazione, senza nessun errore e secondo cicli di 25920 anni.

Tre Monete e Sei Lanci

Prima di proseguire, vorrei nuovamente riportare la vostra attenzione alla simbologia delle Ottave di Celestino, poste all’interno del Labirinto di Collemaggio, per poter mettere a frutto un parallelismo con i lanci divinatori cinesi.
Ho appreso che, per ottenere il responso nell’I’Ching, vengono utilizzati due sistemi: gli steli di Achillea, che esaminerò in un’altra occasione e 3 monete, che vengono lanciate per 6 volte, dopo aver dato ad ognuna delle facce un valore pari a 2 o 3.
La somma numerica delle facce, lancio per lancio, viene poi collegata alle linee spezzate o fisse.
Ma, come annunciato, vorrei occuparmi delle motivazioni che portarono, millenni fa, alla scelta di tali meccanismi numerici per ottenere le relative divinazioni.
Torniamo nuovamente alla Lista Sumera dei Re per osservare con attenzione il “modo” ed il luogo in cui vengono disposti i RE.
Ricorderete infatti il mio invito a non dimenticare le città in cui i RE regnarono: esse sono 2 gruppi di 2 e 3 città.
Ebbene, a questo punto, spero possiate concordare con me sul fatto che le città in questione sono semplicemente un modo per illustrare che determinate frequenze sono responsabili della nascita Cimatica dei relativi 5 solidi platonici.
Di conseguenza, dare alle facce delle monete da lanciare i riferimenti numerici in questione, vuol dire inserire nella scelta finale degli esagrammi, la matrice geometrica di questo tipo di scienza dimensionale.
E qui mi fermerei, per non rendere il discorso troppo complesso a livello platonico, anche perché credo sia opportuno, alla luce di tutto ciò, osservare come sono fatti i 6 cerchi che costituiscono le Tre Ottave (Fig. 6).
Ognuno di essi ha al proprio interno dei cerchi bi-cromaticamente più piccoli ed in ogni circonferenza, vi sono 2 cerchi bianchi e 3 color granata, di conseguenza, analogicamente, possiamo osservare all’interno di un costrutto medioevale, la stessa struttura di “lancio” delle monete cinesi.
In sostanza direi che si tratta di un modo “simbolicamente numerico” per descrivere la nascita dimensionalmente platonica della nostra realtà.
Il lancio delle 3 monete per 6 volte è, quindi, un atto speculare a quello creante.
Nell’I’Ching, ciò che si lancia attraverso le 3 monete è, sostanzialmente, il Labirinto di Collemaggio, o le “mie” Tre Ottave.

Di nuovo: credere che tale rapporto numerico sia presente solo in Cina è un errore madornale e credere che questa sia la sua unica applicazione, è altrettanto madornale.

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Fig. 10 – Quintana, Ascoli Piceno

Voglio fare un esempio “nostrano” piuttosto clamoroso.
Penso abbiate sentito parlare della Giostra medievale chiamata “Quintana”, di matrice ascolana (Fig. 10).
Ebbene, essa si consuma esattamente su un percorso dove 6 cavalieri percorrono una pista a forma di 8, per 3 volte, per un totale di 720 metri.
La stessa cosa avviene quando si lanciano 3 monete per 6 volte: si ripete la sequenza delle Tre Ottave (24) per 3 volte ottenendo a livello numerico, il numero 72.

Si passa dall’invisibile, pari a 24 unità, al visibile, pari a 72 unità e si unisce la causa invisibile all’effetto visibile della realtà, per scegliere senza errore alcuno, il nostro futuro comportamentale.

Ed ecco, se mi permettete, un altro esempio piuttosto illustre.

Nel 1747, il grande Johann Sebastian Bach, aderì ad una società fondata da un suo allievo: Lorenz Christoph Mizler.
Come tutti gli aderenti, pochi per la verità, ma famosi, venne invitato a proporsi con una composizione musicale che avesse caratteristiche innovative e potesse essere fonte di studio per gli altri aderenti. Il Grande Bach si presentò con una composizione che tenne il mondo musicale in ambascia per secoli, poiché non si riusciva a capire perché: un Canone Triplice dovesse essere a 6 voci.

Egli ideò una partitura musicale dove chiara-mente si osservavano 3 voci musicali, mentre se ne auspicavano 6 (Fig.11).
Nacque così il: “Canone Segreto” di BACH.
Fu Friedrich Smend, nel secolo scorso, a capire che nel Canone di Bach è racchiusa una solu-zione speculare, per la quale è possibile ottenere, in modo logaritmico: 120-240-480 soluzioni, partendo dalla struttura iniziale del Canone, struttura che contiene una prima battuta a 8 note, alla quale segue una voce mediana con 8 note ed altre 8 note, tra i segni di ritornello.

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Fig. 11 – Canone segreto di J.S. Bach

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Fig. 12 – Monogramma di J.S. Bach

In altre parole, Bach conosceva perfettamente il significato, il valore e l’uso numerico dell’OTTAVA ed invece di divinare il futuro, compose una musica capace di valicarlo senza problemi.
Impresse poi, questa sua appartenenza alla ristretta cerchia di coloro che “sapevano”, nel suo monogramma, che spero vorrete divertivi a ruotare, per poter capire veramente quali fossero le sue conoscenze (Fig.12).

Ruotare Sempre Ruotare

Pochi giorni orsono, un mio grande amico, mi ha fatto molto pensare, facendomi notare che il concetto di movimento è essenzialmente collegato con il cerchio, di conseguenza, l’invenzione della ruota e la genialità di tale accostamento, oltrepassa il mondo della ragione, collocandosi direttamente in quello archetipico.

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Fig. 10 – Quintana, Ascoli Piceno

Il “ruotare” non è altro che moltiplicare spazi e numeri come è stato fatto nel caso in questione e nulla è meglio dell’immagine numero 13 per capire il perché della sovrapposizione di trigrammi.
Agli ideatori dell’I’Ching rimaneva un ultimo passaggio utile a creare una struttura numerica garante dei due sistemi dimensionali. Pertanto, esattamente come i trigrammi, divenuti esagrammi, approdano nella materia, così l’Ottava, posta nella Lista a monte della summa numerica, deve essere trascinata nella realtà e l’unico modo per farlo, è moltiplicarla per sé stessa, con il seguente risultato finale: 64 esagrammi pari a 384 segni.

A questo punto, l’ I’Ching è pronto per divinare, in quanto ponte fra un luogo in cui tutto è, ed un altro, in cui tutto è in essere.
Succede poi, per millenni, che un uomo si avvicina alle 3 monete, le prende, le lancia ed i suoi 64 trigrammi – a livello genetico pari a 192 unità – si saldano ad un sistema creante costituito da 384 unità. Ed attraverso 576 informazioni (72×8), un essere mortale, emanazione materiale, emozionale e numerica, di un immanente DIO immortale, non ottiene solo un responso, no, egli crea il suo futuro ad un livello così sottile ed archetipico, da esserne spaventato, quasi stordito, tanto da definire tutto ciò ancora oggi , ignorantemente, chiaroveggenza.
E’ nella struttura archetipica dell’emozione che si cela il vero significato del tempo e del futuro.
E’ nello studio dei rapporti emozionalmente intuitivi, derivanti dalla linearità numerica, che si nasconde la nuova scienza dell’umanità.
Se riconosceremo l’Anima alla materia, potremo uscire dallo stallo spirituale e scientifico in cui ci siamo arenati, se non lo faremo, le distanze fisiche e temporali rimarranno per sempre incolmabili e rimarremo prigionieri della logica.

In estrema Sintesi…….

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Michele Proclamato
08/04/2011
www.micheleproclamato.it

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